La Faisa-Cisal Calabria chiede
alla Regione “di intervenire in Conferenza delle Regioni per
correggere il decreto sicurezza, che prevede tutele rafforzate
contro le aggressioni solo per il settore ferroviario,
escludendo i lavoratori del Trasporto pubblico locale”. E’
quanto si legge in una nota diffusa dal sindacato.
“Chi opera nel Tpl è esposto ogni giorno agli stessi rischi
di chi lavora sulle ferrovie — dichiara il segretario regionale
Francesco Antonio Sibio — e non è accettabile creare lavoratori
di serie A e di serie B. Tanto più che lo stesso decreto include
categorie come gli arbitri sportivi, mentre ignora chi
garantisce la mobilità pubblica”.
Il sindacato ricorda che “presso il ministero dei Trasporti
esiste già un tavolo istituzionale, con ministero dell’Interno,
Conferenza delle Regioni, Anci e parti sociali, che nel marzo
2025 aveva elaborato una proposta di modifica del sistema
sanzionatorio per le aggressioni al personale in servizio.
Proposta rimasta finora inattuata”. Faisa-Cisal ha quindi
“formalmente chiesto al presidente della Giunta regionale e
all’assessore alla Mobilità di promuovere un’azione immediata
per emendare il decreto, estendere le tutele a tutto il
personale della mobilità e dare attuazione agli accordi già
raggiunti nei tavoli istituzionali”.
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Fonte www.ansa.it 2026-03-10 12:13:00

