Un agente della Polizia
penitenziaria in servizio nella Casa circondariale di Cosenza è
stato arrestato e posto ai domiciliari, insieme a 5 familiari di
alcuni detenuti, con l’accusa di corruzione. L’inchiesta della
Procura cosentina ruota attorno a presunti favori che sarebbero
stati concessi a detenuti e familiari da parte dell’agente,
Massimiliano Follo, che avrebbe consentito comunicazioni vietate
e anche l’introduzione di oggetti.
I provvedimenti restrittivi sono stati notificati a
conclusione delle indagini condotte dal Nucleo investigativo
centrale della Polizia Penitenziaria – Nucleo Regionale della
Calabria di Catanzaro, con il supporto del Reparto di Polizia
penitenziaria e con l’ausilio anche del Nucleo investigativo
regionale della Campania di Napoli. Oltre all’agente, sono stati
posti ai domiciliari Emanuela Pezzi, Daniela Mira Rostas, Idolo
Iuele, Rosario Paolo Furno e Chiara Debora Maria Falcone. Il gip
ha emesso anche un obbligo di dimora nel comune di residenza e
un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Secondo l’accusa, l’agente dietro la promessa o la consegna
di corrispettivi, avrebbe consentito ad alcuni detenuti di
effettuare videochiamate in numero superiore al consentito,
avrebbe introdotto sostanza stupefacente in carcere e avrebbe
taciuto sulla presenza di cellulari e sim.
Durante le indagini, la Polizia penitenziaria ha effettuato
alcuni sequestri di droga e cellulari.
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Fonte www.ansa.it 2026-03-09 17:09:53

