L’imprenditoria femminile
rappresenta quasi un quarto del tessuto imprenditoriale
calabrese. Alla fine del 2025 risultano 42.669 imprese guidate
da donne, pari al 23,6% del totale delle imprese calabresi. Tra
queste 5.784 sono imprese artigiane, che rappresentano il 18,5%
dell’artigianato regionale e il 13,6% delle imprese femminili
complessive. È il quadro che emerge dall’analisi
dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria in
occasione della Giornata internazionale della donna.
“Una parte rilevante di queste attività – prosegue l’analisi
– è guidata da nuove generazioni e da imprenditrici straniere.
Le imprese artigiane femminili condotte da donne under 35 sono
875 (15,1%), mentre 516 sono guidate da imprenditrici straniere
(8,9%). I settori in cui la presenza femminile è più forte sono
i servizi alla persona, che concentrano oltre la metà delle
imprese artigiane femminili, seguiti da ristorazione, produzione
alimentare e abbigliamento”.
Sul piano dell’istruzione Confartigianato rileva come “le
donne calabresi mostrino risultati migliori rispetto agli
uomini. Tra i 25 e i 64 anni il 63,9% delle donne possiede
almeno un diploma, contro il 59% degli uomini, mentre tra i 25 e
i 34 anni le laureate sono il 31,5% rispetto al 21,8% dei
coetanei maschi. Anche il passaggio dalla scuola all’università
risulta più elevato tra le donne”.
“Nonostante questi risultati – mette in guardia lo studio –
permangono alcune criticità rilevanti. Restano elevati i livelli
di Neet, ovvero giovani che non studiano e non lavorano, e
persistono difficoltà legate alle competenze digitali e alla
partecipazione al mercato del lavoro. Inoltre, anche negli
ambiti in cui le donne registrano risultati migliori rispetto
agli uomini, il confronto con la media nazionale evidenzia un
ritardo significativo. La quota di diplomate è infatti inferiore
di oltre 5 punti percentuali rispetto al dato italiano, mentre
quella delle laureate è più bassa di circa 7 punti. Anche la
partecipazione alla formazione continua risulta più contenuta e
la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi
rimane superiore alla media nazionale”.
“Particolarmente significativa – conclude l’analisi – è la
distanza relativa alla partecipazione al mercato del lavoro: il
tasso di mancata partecipazione femminile in Calabria supera di
oltre 22 punti percentuali la media italiana, evidenziando una
delle principali criticità strutturali del sistema economico
regionale”.
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Fonte www.ansa.it 2026-03-07 21:58:35

