La Giunta comunale di Cosenza,
presieduta dal sindaco Franz Caruso, ha approvato la proposta di
progettazione e installazione di opere integrative
dell’allestimento del Mab stanziando le risorse necessarie. La
proposta progettuale, formulata dalla Bretia Restauri
dell’architetto Amedeo Lico, restauratore di beni culturali,
riguarda il prelievo, il deposito, la progettazione,
l’installazione, la pulitura e la protezione di 10 opere che
integrano l’allestimento del Mab (il Museo all’aperto Bilotti)
di Cosenza.
Nel progetto di “Bretia Restauri” sono, inoltre, ricompresi
il restauro e la traslazione dell’opera di Sasha Sosno “Stele in
marmo bianco” che subì un danneggiamento nell’estate del 2024.
Le risorse stanziate dall’Amministrazione comunale per
l’installazione delle opere che integrano il Mab ammontano a 64
mila e 762,00 euro.
“Le opere che saranno collocate a breve – ha sottolineato
Caruso – sono di assoluto rilievo e andranno ad arricchire la
collezione del Mab, a tutt’oggi composta da più di 30 opere e
che si snoda lungo l’isola pedonale di Corso Mazzini. Dichiarata
d’interesse storico e artistico, la collezione, frutto delle
donazioni della famiglia Bilotti (dagli ideatori Carlo ed Enzo,
al continuatore del progetto, Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona)
rappresenta un vero unicum nel panorama nazionale. Con la
collocazione delle nuove dieci opere il valore del Museo
all’aperto Bilotti continuerà a crescere, dando seguito a quelle
azioni di valorizzazione del Mab che l’Amministrazione comunale
ha posto in essere da tempo, finalizzandole alla sua promozione
e al miglioramento delle sue condizioni di fruibilità. E’,
infatti, nostra precipua intenzione quella di far fruire
pienamente alla città le opere d’arte, moderna e contemporanea,
donate dalla famiglia Bilotti”.
Alle sculture di assoluto valore, opera dei maestri del ‘900
– da Rotella a De Chirico, da Manzù a Modigliani, da Consagra a
Dalì, da Giò Pomodoro a Sasha Sosno, a Pericle Fazzini – si
andranno ad aggiungere ulteriori dieci opere che appartengono ad
artisti autorevoli e di fama internazionale: le tre Danseuses di
Gino Severini, in bronzo, del 1962 (La “Foietteè”, “Relevèe sur
Pointe”, e “Attitude”); “Linee forza del pugno di Boccioni”, del
1915, in ferro rosso, di Giacomo Balla; “Donna acefala seduta”,
del 1937, in marmo nero marquinia, di Mario Sironi; “Figura
femminile”, datata ‘900, di autore ignoto, di marmo bianco di
Carrara; tre opere di Antonietta Raphael Mafai (“Uomo in bagno”,
del 1949, in marmo grigio bardiglio, “Missione segreta”, del
1964, in marmo nero marquinia, e “Toro morente”, del 1937, in
marmo nero marquinia. Decima ed ultima opera, “Nudo di donna” di
Michele Zappino, del 1949, in bronzo.
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Fonte www.ansa.it 2026-03-04 20:38:26

