Al Tar della Calabria “è
aumentata la produttiva ed è diminuito il contenzioso ma di
minore qualità mentre è aumentata la richiesta qualitativa di
giustizia”. Lo ha detto il presidente del Tar Calabria, Gerardo
Mastrandrea, in occasione dell’inaugurazione dell’anno
giudiziario del Tar.
Produttività in aumento anche grazie all’avvio di uno
specifico programma di smaltimento di vecchi contenziosi. “Un
risultato importante – ha aggiunto – che consiste nel fissare
già nel 2026 tutti i ricorsi del 2024 e 2025. Oltre alle materie
con rito abbreviato, come gli appalti, anche nelle materie
ordinarie riusciamo a fornire una risposta in massimo un anno o
due dalla presentazione del ricorso. È questo un esempio di
efficienza che si deve all’impegno dei magistrati”.
L’aumento della produttività, secondo quanto emerge dalla
relazione di Mastrandrea, si è tradotta in 1.609 provvedimenti
definitivi emessi a fronte di 1.620 ricorsi; 1.474 le sentenze
pubblicate a fronte delle 1.395 sentenze emesse nel 2024 che
“denota un aumento della produttività anche per l’anno appena
trascorso”. Contestualmente si registra una diminuzione del
numero dei ricorsi depositati passati dai 2.050 del 2024 ai
1.791 del 2025. In particolare, secondo quanto si legge nella
relazione, ciò è dovuto alla diminuzione dei ricorsi di
ottemperanza.
In diminuzione i ricorsi in materia sanitaria, passati dai
148 del 2024 ai 112 del 2025. Mentre restano stabili quelli
afferenti alle interdittive antimafia: 35 ricorsi nel 2025,
erano stati 39 nel 2024. Dato che per il presidente del Tar
“conferma la persistente presenza, nel contesto regionale, di un
fenomeno di criminalità organizzata particolarmente
preoccupante, volto a insinuarsi nel tessuto economico
produttivo”.
Mastrandrea ha inoltre evidenziato la “necessità di
bilanciare gli interessi. La tutela della legalità deve tener
conto, nei limiti del possibile, di non interrompere l’attività
aziendale con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista
economico e lavorativo”.
Significativo aumento dei contenziosi relativi alla posizione
degli stranieri, dai 33 del 2024 si è passati agli 85 del 2025.
Incremento ascrivibile “a una carenza di motivazione, correlata
a una istruttoria non sempre approfondita. Non è stato
infrequente il caso in cui a un primo provvedimento non
correttamente motivato, è seguito un secondo provvedimento”.
Il presidente del Tar ha evidenziato inoltre il deficit
d’organico che “non rappresenta più una emergenza periodica ma
una carenza sistemica che incide non solo sulla gestione degli
affari correnti ma limita e condiziona la capacità dell’ufficio
di programmare interventi di ampio respiro. In un tale scenario,
l’attenzione – ha aggiunto ancora – si rivolge con speranza alle
procedure concorsuali in atto auspicando che l’assegnazione dei
nuovi magistrati non si risolva in un mero esercizio di
avvicendamento. È più che mai necessario che l’organo di
autogoverno della giustizia amministrativa intervenga per porre
un rimedio strutturale alle carenze del nostro tribunale,
assicurando una dotazione che non si limiti alla mera copertura
del turn over”.
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Fonte www.ansa.it 2026-02-27 13:15:40

