Il Gup di Catanzaro, Mario
Santoemma, ha condannato 42 imputati a pene da uno a 20 anni di
reclusione, nell’ambito del procedimento denominato
‘Karpanthos’, incentrato sulla pervasività delle cosche Carpino
e Cervesi sul territorio della Sila Piccola catanzarese,
imperversando tra i Comuni che si trovano al confine con la
provincia di Crotone. Otto sono, invece, gli assolti.
L’inchiesta nasce in seguito alle indagini sull’omicidio del
macellaio Francesco Rosso, ucciso nel 2015 a Simeri Mare.
Centrali nel lavoro investigativo sono state le dichiarazioni
del collaboratore di giustizia Danilo Monti, condannato a 3 anni
di reclusione, catturato nel 2019 quale killer del macellaio; da
allora ha cominciato a parlare con gli inquirenti.
Secondo gli investigatori le cosche avevano il controllo del
Comune di Cerva. Condannati per scambio elettorale politico
mafioso Massimo Rizzuti (2 anni e 4 mesi di reclusione),
dipendente comunale e fratello dell’ex sindaco Fabrizio Rizzuti,
e Tommaso Scalzi (11 anni, un mese e 14 giorni) che doveva
rispondere anche di altri capi di imputazione. Secondo l’accusa
sarebbe stato stretto un accordo con Tommaso Scalzi, già legato
alla ‘ndrangheta lombarda di Franco Coco Trovato, affinché
procurasse voti, promettendo in cambio una somma di denaro e una
percentuale sugli appalti pubblici aggiudicati dal Comune.
Nello scambio elettorale politico mafioso sarebbero implicati
anche l’ex sindaco Fabrizio Rizzuti, l’allora assessore comunale
Raffaele Scalzi e l’ex consigliere di maggioranza Raffaele
Borelli. Gli imputati sono stati prima mandati a giudizio a
Crotone, poi il fascicolo è stato rimandato per competenza
territoriale a Catanzaro e loro hanno scelto il rito abbreviato.
Uno stralcio del processo nell’ambito del quale il pm Veronica
Calcagno lo scorso 10 febbraio ha invocato sei anni di
reclusione.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte www.ansa.it 2026-02-23 19:24:57

