Dopo la condanna a 6 mesi
in primo grado subita l’anno scorso, il consigliere comunale di
centrodestra di Reggio Calabria Massimo Ripepi è stato assolto
in appello dall’accusa di favoreggiamento personale nei
confronti di un uomo, oggi deceduto, che era stato accusato di
violenza sessuale ai danni della propria nipote, una bambina di
10 anni. La sentenza è stata emessa oggi dalla Corte d’appello
di Reggio Calabria. Lo ha reso noto, sui social lo stesso
Ripepi, coordinatore per la Calabria di “Alternativa popolare”.
La vicenda risale al 2020 quando al consigliere comunale era
stato contestato, in particolare, secondo quanto è riportato nel
capo d’imputazione, “di avere aiutato un indagato per violenza
sessuale ad eludere le investigazioni”.
Al termine del processo d’appello, i giudici hanno accolto la
tesi dei difensori di Ripepi, gli avvocati Carlo Morace e Mario
Santambrogio. “Oggi non festeggio solo la fine di un incubo, ma
il trionfo della verità – ha dichiarato il consigliere comunale
-. Sentirsi dire che ‘il fatto non sussiste’ è una liberazione
che fatico a descrivere. Sono stati oltre cinque anni di
sofferenza atroce, legata a un’accusa infamante. Se non avessi
creduto nell’unico e vero Dio Gesù Cristo probabilmente non ce
l’avrei fatta”.
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Fonte www.ansa.it 2026-02-17 19:01:43

