“Gli episodi di
bullismo e di cyberbullismo, sempre più frequenti, rivelano
quanto sia fragile l’equilibrio tra libertà digitale e
responsabilità condivisa. Il bullismo tradizionale, con i suoi
sguardi di sfida e le esclusioni nei corridoi scolastici, trova
nel cyberbullismo un alleato subdolo”. Lo dichiara monsignor
Francesco Savino, vicepresidente della Cei e vescovo della
diocesi di Cassano allo Ionio, condividendo alcune riflessioni
in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il
cyberbullismo.
“Penso spesso – afferma – ai nostri ragazzi che, smartphone
in mano, navigano un mondo parallelo fatto di like, condivisioni
e messaggi istantanei. In diocesi, tra le aule delle scuole e i
cortili delle parrocchie, ho ascoltato storie di adolescenti che
si sentono schiacciati dal peso di parole dure, lanciate con
leggerezza dietro l’anonimato di un profilo. Non è un problema
di tecnologia, è una questione di relazioni umane, di quel
calore fraterno che il Vangelo ci chiede di coltivare ogni
giorno.”
Savino sottolinea come “sui social un commento si moltiplica
all’infinito, raggiungendo non solo i coetanei ma un pubblico
indefinito, spesso ignaro. San Giovanni Paolo II nel suo tempo
parlava di una ‘cultura della vita’ contro quella della morte.
Oggi potremmo dire una cultura del rispetto contro quella
dell’insulto effimero”. Monsignor Savino si rivolge quindi alle
famiglie: “Dedicate tempo a ‘disconnettervi insieme’, spegnendo
i device per una cena settimanale di ascolto autentico” e invita
le scuole a “integrare nei programmi ore di formazione
sull’etica digitale, con testimonianze di chi ha superato queste
prove”. Poi l’appello alle istituzioni e alle grandi
piattaforme: “Collaborate con le realtà locali per filtri
intelligenti e segnalazioni rapide, ma soprattutto per campagne
che promuovano l’empatia come valore virale”. Ai ai potenziali
bulli dice: “Scegliete la via del dialogo, che moltiplica amici
anziché nemici” e ai perseguitati ricorda che non sono soli
perché “la Chiesa è al vostro fianco con orecchio attento e mano
tesa”.
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Fonte www.ansa.it 2026-02-07 15:26:28

