I carabinieri del Nucleo
operativo ecologico, nell’ambito di un’operazione denominata
“Panta Rei”, hanno eseguito un sequestro preventivo di beni
mobili e immobili per un valore di dieci milioni di euro a
carico della società “Idrorhegion Scarl”, che gestisce i sette
impianti di depurazione di Reggio Calabria.
Nell’inchiesta che ha portato al sequestro, coordinata dal
Procuratore della Repubblica, Giuseppe Borrelli, e dal
Procuratore aggiunto, Stefano Musolino, ci sono due indagati.
Dagli accertamenti eseguiti dal Noe, avviati lo scorso anno a
seguito di alcune segnalazioni su gravi anomalie operative
riscontrate, in particolare, nei depuratori delle frazioni di
“Ravagnese” e “di “Catona”, é emersa, riferisce una nota stampa,
“una gestione sistematicamente illecita degli impianti, condotta
in violazione delle prescrizioni contenute nei titoli
autorizzativi ambientali, compresa l’autorizzazione allo
scarico”. Il tutto al fine di conseguire risparmi di spesa
provocando così una presunta frode ai danni del Comune di Reggio
Calabria.
In particolare, i rifiuti prodotti dal ciclo depurativo
sarebbero stati depositati in maniera incontrollata in luoghi
non autorizzati per poi essere sversati illecitamente in mare.
Gli accertamenti dei carabinieri hanno consentito di appurare
che gli impianti sarebbero stati gestiti consentendo lo scarico
in mare di acque reflue non adeguatamente trattate.
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Fonte www.ansa.it 2026-01-26 14:11:34

