Il mancato accordo per una
compravendita di droga: sarebbe questo il movente dietro il
tentato omicidio di un 34enne di Salerno, gravemente ferito a
colpi di pistola lo scorso 8 novembre a Crotone. La Squadra
mobile della Questura pitagorica ha arrestato oggi due giovani
del posto dei quali sono state rese note solo le generalità,
A.R. di 23 anni e C.P. di 26 anni, in esecuzione di un’ordinanza
di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Assunta Palumbo,
su richiesta della locale Procura.
I due indagati, già noti alle forze dell’ordine per reati
legati agli stupefacenti, sono accusati in concorso del tentato
omicidio del 34enne avvenuto in località Farina. La vittima fu
raggiunta da quattro colpi di pistola calibro 7.65 alle gambe,
al ventre e alla zona lombare, rendendo necessario un delicato
intervento chirurgico all’ospedale di Catanzaro.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Domenico
Guarascio e dal sostituto Matteo Staccini, è stata condotta
dagli uomini della Mobile guidati dal vicequestore Costantino
Belvedere. Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica
incrociando i tabulati telefonici della vittima con le immagini
della videosorveglianza. È emerso che l’auto del 34enne era
costantemente seguita da una vettura a noleggio in uso a uno
degli indagati. Fondamentali anche le intercettazioni
telefoniche e ambientali, che, secondo l’accusa, hanno permesso
di smontare i falsi alibi costruiti dai due giovani e di
attribuire la responsabilità materiale degli spari al 26enne. Si
è trattato di un’indagine “vecchio stampo”, resa complessa
dall’assenza di collaborazione da parte di testimoni e della
stessa vittima (arrestata il giorno dopo l’agguato per
detenzione e spaccio e attualmente sottoposta all’obbligo di
dimora). Anche per questo la Procura ha indagato altre sei
persone: quattro per favoreggiamento e due per droga.
L’agguato si è consumato in una zona isolata, dietro una
pizzeria, dove le parti si erano date appuntamento
verosimilmente per concordare l’acquisto di una partita di droga
che il campano aveva portato a Crotone. L’arma del delitto non è
stata ancora ritrovata. Il Gip, nell’ordinanza, ha sottolineato
la pericolosità sociale degli indagati che, nonostante la
gravità del fatto, avevano continuato l’attività di spaccio nei
giorni successivi senza mostrare alcun pentimento.
“L’indagine – ha detto il questore di Crotone Renato Panvino
– si inquadra in una più ampia attività di contrasto alle piazze
di spaccio, ‘core business’ delle organizzazioni criminali
locali con collegamenti in Campania. Il risultato odierno è
frutto anche dei controlli sulla movida nel centro storico,
frequentato dai due arrestati”.
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Fonte www.ansa.it 2026-01-13 15:38:54

