“Ho sentito dire che il problema
non è la sottoposizione dei magistrati alla politica e allora
faccia cancellare subito quei cartelli. Si assuma la
responsabilità, come presidente nazionale del Comitato del No,
di eliminare quei vergognosi cartelli che campeggiano davanti
alle stazioni di tutte le città ma non li farà rimuovere”. Lo ha
detto il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto,
rivolgendosi, in videocollegamento al presidente onorario del
Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso, nel corso di un incontro
sul tema “Separazione delle carriere dei magistrati: Si o No. La
verità”, organizzato a Catanzaro dal Consiglio dell’Ordine degli
avvocati con la partecipazione del presidente del comitato per
il sì Giandomenico Caiazza e del procuratore di Crotone Domenico
Guarascio.
“Ritengo – ha detto Grosso – che questa riforma abbia poco o
niente a che vedere con la separazione delle carriere. Quello
che mi preoccupa è l’altro punto e cioè la riforma del Consiglio
superiore della magistratura e il sorteggio. Nasconde un intento
punitivo. E il governo non fa nulla per nasconderlo. Ho sentito
dichiarazioni del ministro Nordio che invitava l’opposizione a
sostenere la riforma perché sarebbe convenuta pure a loro.
Stamattina ho sentito la premier dichiarare che i magistrati non
collaborano alla politica del governo. Ma i magistrati non
devono collaborare. Il ruolo della magistratura organizzata mi
sembra chiaro, è informare i cittadini su qual è la vera posta
in palio”.
Sisto, dal canto suo, ha ribadito che “lo sloganismo fa
comodo a questa nuova Anm politica che abbiamo cominciato a
conoscere in questo referendum, con una maschera che è stata
gettata in modo troppo rapido, troppo evidente, perché si
capisce che l’Anm in realtà ha una priorità politica”.
Sulla presunta sottoposizione dei magistrati alla politica ha
ribadito la sua “arrabbiatura” anche Caiazza perché, ha detto,
“è l’esatto contrario di quello che stabilisce la riforma. Si
sta avviando una campagna fondata sulla mistificazione. Questo è
molto grave, soprattutto quando viene portata avanti da chi
veste una toga”. Per Caiazza “un’altra mistificazione è quella
sulla separazione delle funzioni, che non c’entra nulla con la
separazione delle carriere. Entrambi rimangono nella stessa
carriera, hanno lo stesso Csm, le stesse frequentazioni
associative. La separazione delle carriere vuole dividere
questo”.
“Noi – ha detto dal canto suo Guarascio – ci preoccupiamo che
la separazione delle carriere possa preludere ad altro,
sostanzialmente e per come è presentata, a un indebolimento
della magistratura tutta, sia giudicante che requirente. Nel
testo della riforma è chiaro che non è previsto ma il punto è un
altro. Con la previsione di due Csm divisi e separati, con
un’altra corte disciplinare e con i membri togati sorteggiati,
forse la sommatoria prelude a un indebolimento della
magistratura e a un rafforzamento del potere politico, della
presenza laica all’interno del Csm. Questa riforma non aiuta né
velocizza i processi né introduce risorse o mezzi per
l’efficienza dell’azione investigativa e della velocità dei
processi. La provincia di Crotone è una di quelle con più
problemi di inquinamento ambientali e abbiamo, come polizia
giudiziaria specializzata, sono solo sei operatori. Questi sono
i problemi della giustizia”
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Fonte www.ansa.it 2026-01-09 19:00:14

