Nel 2024 è cresciuto il numero di
ammonimenti emessi dalle Questure per fatti legati a episodi di
violenza sulle donne, “da 4.600 a 8.000 e questo ci porta ad una
riflessione negativa”. A dirlo il capo della Polizia Vittorio
Pisani, stamani a Catanzaro per l’inaugurazione, al centro
polifunzionale della Polizia, della sala audizioni protette “Il
Nido della Fenice”, alla presenza della sottosegretaria
all’Interno Wanda Ferro, del presidente della Regione Calabria
Roberto Occhiuto e del questore Giuseppe Linares.
“È un fenomeno – ha aggiunto – che evidenza una serie di
comportamenti spia nei confronti delle donne che hanno però
preso coraggio e iniziato a denunciare. Un aspetto positivo
emerge dal fatto che nella quasi totalità dei casi dopo
l’ammonimento del questore l’autore interrompa i comportamenti
violenti nei confronti delle vittime”.
Nello spazio d’ascolto protetto le donne possono parlare in
un ambiente confortevole e con il supporto di un’equipe
specializzata per evitare il fenomeno della vittimizzazione
secondaria. E’ il primo servizio del genere a Catanzaro,
realizzato grazie alla collaborazione istituzionale tra la
Questura e la Regione Calabria che ha finanziato il progetto.
“Quella di oggi – ha detto ancora il capo della Polizia – è
una iniziativa molto importante perché lo è costruire un
ambiente che possa trasmettere un senso di umanità. Non dobbiamo
dimenticare che dietro quelle che sono vicende investigative e
giudiziarie ci sono essere umani, donne vittime di violenza.
Dobbiamo continuare a porre in essere ogni iniziativa affinché
un rinnovamento culturale possa consentire in un prossimo futuro
di continuare a ricordare questa giornata ma di non dover
ricordare nessuna vittima”.
“Fatti concreti con le norme messe in campo, con i numeri,
gioco di squadra ma soprattutto grazie all’inaugurazione di una
stanza d’ascolto per chi decide di denunciare – ha aggiunto
Ferro -. Credo si tratti di un’azione importante, ancor di più
se realizzata nel miglior modo possibile, ovvero con
l’accompagnamento di personale specializzato e in un luogo tale
da far sentire le donne al sicuro”.
“Oggi – ha detto Occhiuto – è un giorno di festa. Le
istituzioni dimostrano di essere sensibili verso il problema. Ma
la sensibilità che dobbiamo costruire è anche quella che viene
dopo la denuncia. Gli uffici di polizia e di Procura possono
fare tanto per assicurare alla giustizia gli autori di gesti di
violenza ma le istituzioni devono continuare il loro lavoro,
soprattutto quella che io rappresento. Vorrei che questo
occasione possa rappresentare l’avvio di una collaborazione con
i centri antiviolenza per capire come si possa costruire, dopo
la denuncia, un contesto che favorisca una vita più serena per
le donne che questa serenità si sono viste strappare dalla
violenza”.
Per Linares “si tratta di una struttura a disposizione non
solo degli agenti ma della comunità affinché gli operatori,
insieme all’autorità giudiziaria e ai centri antiviolenza,
possano operare non solo con professionalità ma infondendo
empatia, fiducia e calore”.
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Fonte www.ansa.it 2025-11-25 15:46:30

