Avrebbero favorito la latitanza di
due persone legate al locale di ‘ndrangheta di Cirò già
condannate in via definitiva. Per questo i carabinieri del
Comando provinciale di Crotone hanno eseguito questa mattina
un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette
persone, ritenute coinvolte a vario titolo in un’articolata rete
di fiancheggiatori funzionale a favorire la latitanza dei due
esponenti del clan. Il provvedimento è stato emesso dal Gip su
richiesta della Dda di Catanzaro.
L’attività, condotta dai carabinieri e avviata nel luglio
2024, ha consentito di ricostruire un sistema di supporto
logistico che, secondo gli inquirenti, avrebbe agevolato la
latitanza di Carmine Siena, di 43 anni, e di Antonio Anania (52)
già condannati in via definitiva dopo la pronuncia della
Cassazione nel 2024 per associazione mafiosa nell’ambito del
processo con rito abbreviato nato dall’operazione “Stige”. I
due, entrambi di Cirò Marina, dovevano scontare pene residue
rispettivamente di 3 anni e 25 giorni e di 5 anni e 2 mesi di
reclusione ed erano stati latitanti per circa un anno. Siena era
stato catturato il 6 agosto 2024, mentre Anania il 19 novembre
2024.
Le indagini avrebbero documentato attività di assistenza
continuativa ai latitanti, tra cui la consegna di schede
telefoniche intestate a terzi, utili – secondo l’accusa – a
eludere le investigazioni in corso e a mantenere contatti con
l’organizzazione mafiosa. Le condotte contestate configurano il
reato di procurata inosservanza della pena, aggravato dall’aver
favorito l’attività dell’associazione mafiosa, nonché l’ipotesi
di associazione per delinquere di stampo mafioso.
Per cinque degli indagati è stata disposta la custodia
cautelare in carcere, mentre per altri due sono stati applicati
gli arresti domiciliari.
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Fonte www.ansa.it 2025-11-26 08:53:34

