
“Non è lo scandalo delle mail di Epstein che dovrebbe indurci a riflettere sullo stile di governo di Trump e sulle sue possibili conseguenze. E’ la sua politica, semmai. E cioè quel modello di potere e di relazioni con l’economia e la tecnologia che sta dietro la sua elezione e muove l’America in una direzione che appare ancora largamente sconosciuta. Sconosciuta ma anche assai inquietante. Poiché l’unica cosa che si comprende con chiarezza nitida e brutale è il fatto che nell’America che si annuncia oggi sotto le bandiere di Trump il peso del potere economico e tecnico diventerà ancora più schiacciante di quanto non sia stato fino ad oggi. E che dunque l’affinità politica con il modo di pensare, chiamiamolo così, ‘europeo’ sia ancora meno del poco di cui tante volte ci siamo lamentati.
E’ l’Atlantico più largo la vera novità geopolitica con cui dovremo fare i conti. E soprattutto dovrebbe farli Giorgia Meloni, che in mezzo a quelle onde forse si illude ancora di barcamenarsi con una disinvoltura quasi acrobatica. Intendiamoci, nessuna persona di buon senso auspica che quella frattura che divide il ‘campo’ occidentale si allarghi ancora di più, fino a diventare un’aperta ostilità tra le due sponde. Ma è evidente ormai che s’è messa in movimento una dinamica che non si potrà governare con l’astuzia. Essa infatti implica una diversità troppo ampia perché se ne possa venire a capo con un gioco di prestigio. E dunque reclama anche da parte nostra l’onere di una svolta.
Noi siamo ormai giunti a ridosso del bivio tra l’Europa e l’America. Due mondi che dovranno collaborare e non buttare all’aria la loro storica amicizia. Ma che non potranno più contare -purtroppo- su quella sorta di affinità, sia pure un po’ sbilenca, che ha aiutato l’equilibrio geopolitico del dopoguerra e ha accompagnato la rinascita del nostro continente. Un mondo dorato, a vederlo da…
Fonte www.adnkronos.com 2025-11-16 10:41:04

