“Spike Lee è stato decisamente
importante nella mia vita. Mi ha visto a New York, mi ha cercato
e mi ha offerto di girare il mio primo film con lui. Ne abbiamo
fatti altri. Mi ha insegnato ad essere coraggioso nella vita. La
cosa più importante è essere più coraggioso che puoi”. Lo ha
detto l’attore statunitense Giancarlo Esposito, ospite della
22ma edizione del Magna Graecia Film Festival, in corso a
Soverato, durante una conversazione sul palco dell’arena
moderata da Silvia Bizio. All’attore è stata consegnata la
Colonna d’Oro.
“Lee ha imparato da me ad essere confidenziale. Mi sfidava in
continuazione. Mi diceva: ‘Giancarlo, sei italiano ma sei nero.
Se c’è una guerra, che razza scegli?’ E io rispondevo: ‘Scelgo
la parte dell’umanità'”, ha aggiunto Esposito, ricordando il
lungo rapporto professionale e umano con il regista.
Durante l’incontro, l’attore ha parlato anche delle sue
origini: “Ogni volta che vengo in Italia penso sempre a mio
padre. Mia madre era una cantante d’opera e ha conosciuto mio
padre che lavorava dietro le quinte al San Carlo ed era anche un
fabbro. Si sono innamorati e si capivano perché mia madre
conosceva l’italiano grazie all’opera, anche se non parlavano la
stessa lingua. Anche mio nonno lavorava al San Carlo e mia nonna
cantava lì. La musica e l’opera sono nel mio sangue. Ho iniziato
come cantante, a Broadway, dove mi sono esibito in tredici
spettacoli. Cantavo ‘O sole mio'”.
“I miei – ha aggiunto – volevano che diventassi un cantante,
ma ho scelto la tv e il cinema per raggiungere un pubblico più
vasto. I miei genitori non si sono dispiaciuti. Sono qui anche
se non sono qui, sento la loro energia. Ho quattro figlie e so
che ogni genitore vuole che i figli vadano più in alto”.
Sul fronte professionale, Esposito ha ricordato il ruolo di
Gus Fring in Breaking Bad: “È una bella storia. Ero al verde e
mi hanno chiamato per fare una registrazione per un piccolo
ruolo. Mi hanno offerto 3.000 dollari. Non bastavano. Ho fatto
due episodi, poi mi hanno chiesto di tornare per la terza
stagione che sarebbe iniziata cinque mesi dopo. Ho detto:
richiamatemi tra cinque mesi e vi dirò di sì, non posso non
lavorare per tutto quel tempo. Mi hanno richiamato. Il resto è
storia”.
“Da gennaio – ha detto Esposito parlando dei progetti futuri
– non mi sono fermato un attimo. Il cinema e la tv sono in una
situazione tragica, ed è incredibile che io sia riuscito a fare
otto film. Quelli di cui sono più fiero sono The Greatest
Pickpocket, con Jamie Lee Curtis, e By Any Means, sul sicario
assunto dall’Fbi per indagare sulla morte di tre ragazzi uccisi
dal Ku Klux Klan. Il film è già stato girato ed è in fase di
montaggio”.
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Fonte www.ansa.it 2025-08-01 11:55:52
