CORIGLIANO-ROSSANO, 17 GIU – Sono stati individuati
e sottoposti a fermo per tentato omicidio aggravato i presunti
responsabili della sparatoria avvenuta sul lungomare di Rossano
a Corigliano-Rossano nella notte tra domenica e lunedì. Si
tratta di due parenti, uno dei quali minorenni. i fermi sono
stati operati al termine di un’indagine congiunta condotta dai
carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano, del
personale del Commissariato di Polizia dello stesso centro e
della Squadra mobile della Questura di Cosenza, con il
coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari,
diretta da Alessandro D’Alessio e della Procura per i minorenni
di Catanzaro, diretta da Alessandra Ruberto.
La sparatoria è giunta al culmine di quella che gli
investigatori, in una nota, definiscono “una sequenza di
accadimenti quasi surreali, che hanno dato l’immagine distorta
di un contesto sociale difficile e compromesso da evidenti
dinamiche criminali che pongono in pericolo la pacifica
convivenza della gente”.
Tutto sarebbe nato da una violenta rissa avvenuta nella tarda
serata di sabato, seguita dall’incendio dell’autovettura di uno
degli addetti alla sicurezza di un noto locale notturno e,
infine, con l’aggressione armata attuata lungo viale
Mediterraneo di Rossano, meta in questo periodo dell’anno di
giovani e famiglie. Più persone, secondo la ricostruzione degli
investigatori, hanno sparato ad altezza d’uomo. I proiettili
hanno raggiunto la carrozzeria dell’auto del soggetto preso di
mira e solo casualmente non hanno attinto nessuna delle numerose
persone presenti lungo il viale. I colpi hanno provocato il
panico tra la gente, oltre alla preoccupazione di una cittadina
intera.
“L’azione repressiva – spiegano ancora gli investigatori – è
stata congeniata unendo le forze e svolgendo gli accertamenti in
tutte la direzione, sempre sotto il coordinamento dei
magistrati. Un lavoro minuzioso di ricostruzione che non ha
lasciato nulla al caso e durante il quale magistratura, polizia
e carabinieri hanno perseguito in maniera convinta il loro
obiettivo, lavorando senza sosta sino al raggiungimento del
risultato”.
Si è trattato, sottolineano gli investigatori di “una
risposta immediata della ‘Squadra Stato’, verso un episodio che
aveva gettato nello sconforto un’intera comunità”.
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Fonte www.ansa.it 2025-06-17 07:33:05

