
“Non è solo una festa ma l’emblema della emancipazione, si diventa lavoratori per propensione e per sacrifici. La formazione rappresenta il pilastro fondamentale della costruzione di un lavoratore ma ciò si interseca in un piano più ampio di visione dello sviluppo lavorativo nazionale e mondiale. Oggi formare un lavoratore potrebbe apparire anche inutile se non dovesse considerarsi l’impatto sempre più ampio della Ia nella nostra vita anche laboriosa”. Così in una nota Meritocrazia Italia, che ricorda come “già da anni ha richiesto un’attenzione particolare su questo tema, con una figura commissariale nominata dal Governo, capace di anticipare le criticità adottando anche criteri essenziali di prevenzione. Ad esempio sarebbe opportuno porre l’obbligo del 60% di occupazione umana in ogni settore produttivo evitando quindi che si possa verificare una robotizzazione totalizzante dei processi industriali, commerciali e professionali”.
“Il 1° maggio quindi non è solo una data sul calendario: è il giorno della visione e della riflessione in cui celebriamo chi, ogni mattina, si alza per costruire il futuro del Paese – afferma – Dal Congresso della Seconda Internazionale del 1889 fino alla prima celebrazione italiana nel 1891, passando per la soppressione fascista e la rinascita democratica del 1945, il Primo Maggio ha sempre avuto un significato chiaro: il lavoro è dignità, libertà, partecipazione, e’ soprattutto ruolo sociale, evitando che si possa creare la desocializzazione”.
“Oggi, mentre cortei, eventi e il tradizionale “Concertone” di Roma riempiono le piazze, il senso più profondo di questa giornata resta immutato: ricordare chi ha lottato e rilanciare l’impegno di tutti per un lavoro più giusto e sicuro – continua Meritocrazia Italia – ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’. Non è solo il primo articolo della Costituzione: è la promessa…
Fonte www.adnkronos.com 2025-05-01 09:14:00

