
Opposizioni unite contro il Ddl Sicurezza e contro l’articolo 31 del medesimo disegno di legge di cui è stato coralmente chiesto lo stralcio durante il convegno in Senato ‘Articolo 31 Ddl repressione – I rischi per la democrazia’. Stasera il ddl sarà in Commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia, poi passerà in Aula del Senato. “In un ddl sicurezza, che sarebbe più corretto chiamare ddl Repressione, in cui c’è già una deriva autoritaria con una strategia che mira a limitare le libertà individuali e che è indigeribile di per se’ – interviene per il M5s Alessandra Maiorino – l’articolo 31 è uno strappo democratico che dà mano libera ai servizi segreti in tutte le pubbliche amministrazioni senza controlli”. “Un paese democratico non ha bisogno di spionaggio istituzionalizzato. Invece la Pubblica amministrazione sarà obbligata a fornire dati sensibili dei cittadini. Noi chiediamo il ritiro immediato dell’articolo 31”, contro il quale Roberto Scarpinato, senatore pentastellato, “ha lanciato il primo allert”, ricorda Maiorino.
“L’articolo 31 può mettere in pericolo la democrazia”, commenta Scarpinato. “Abbiamo chiesto che almeno prima ci voglia il parere del Copasir, ma ci hanno risposto con un no senza spiegare il perché! Ed è grave che anche questa richiesta sia stata disattesa”. “I poteri dei servizi – prosegue l’ex magistrato – con una tecnica di sgocciolamento negli anni sono stati aumentati con un norma qui ed una lì. Il risultato quale è? Si è creata una totale asimmetria tra Copasir e servizi segreti… La parola magica sicurezza è diventata il passepartout per scassinare il diritto di privacy dei cittadini”. Quando il Ddl sarà legge, “all’interno delle università i professori potranno essere obbligati a fornire informazioni sull’orientamento politico dei loro studenti; i medici sulle cartelle cliniche… Insomma per la indeterminatezza della norma si creerà la…
Fonte www.adnkronos.com 2025-03-18 12:25:25

