La CISL Funzione Pubblica Calabria ha inviato una nota, firmata dalla segretaria generale, Luciana Giordano, al presidente Roberto Occhiuto, nella sua veste di Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario della Calabria, e ai vertici del Dipartimento regionale salute e di Azienda Zero, con la quale, in vista dell’elaborazione degli atti aziendali, segnala l’esigenza di non sottovalutare il bisogno di cure palliative e di non mortificare la programmazione aziendale in materia.
“La Regione Calabria – scive Giordfano – a partire dall’anno 2000 con il DGR 466 del 7 agosto 2000 ”Programma regionale per la realizzazione dei Centri residenziali di cure palliative, ai sensi della Legge 39 del 26.2.1999”, ha manifestato con atti formali la propria volontà a sviluppare le cure palliative ed i servizi ad esse dedicati. Purtroppo, però, la copiosa normativa regionale in materia è stata fortemente disattesa dalle Aziende sanitarie calabresi, con la conseguente attuale grave carenza di risposta assistenziale agli oltre 10.000 pazienti annui eleggibili a tali cure, il cui tasso di copertura della domanda è pari al 17%, collocando la Regione Calabria all’ultimo posto nella classifica nazionale. Una situazione che potrebbe avere margini di miglioramento dando seguito a quanto previsto dal DM 77/2022 rubricato “Nuovi modelli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel SSN” e orientando la riflessione nell’ottica delle risorse professionali da individuare per consentire l’erogazione delle prestazioni nei vari setting di cui si compone la rete delle cure palliative”.
Secondo Giordano “in questa fase di riorganizzazione aziendale del SSR, che punta a rilanciare l’assistenza territoriale, è necessario attuare anche in Calabria quanto previsto dal DM 77/2022, al paragrafo 12, assicurando le cure palliative nell’ambito di strutture di degenza ospedaliera attraverso équipe di cure palliative della rete che erogano…
Fonte calabria.gazzettadelsud.it 2023-04-11 16:47:00

